Torna alla homepage | Vai alla sezione IL PARCO | Vai alla sezione I LUOGHI | Vai alla sezione LA SCUOLA NEL PARCO | Vai alla sezione COMMUNITY

Salta la barra di navigazione e vai ai contenuti

Numeri utili

  • Comuni di:
    Villacidro
    Arbus
    Buggerru
    Fluminimaggiore
    Guspini
    San Gavino Monreale


    tel. 347 9170196
    info@parcodessi.it
  • Logo della Regione Sardegna
    POR Sardegna 2000-2006
  • Logo della Comunità Europea
    Progetto cofinanziato dalla U.E. - Fondo FESR
Home - Schedario - Fluminimaggiore: Pubusinu - Gutturu Pala

Fluminimaggiore: Pubusinu - Gutturu Pala

Nella zona di Pubusinu e Gutturu Pala, sono ancora visibili scavi minerari degli antichi Romani e dei Pisani. La presenza di scorie delle antiche fonderie romane, in particolare qui e in altre aree del paese, diede all'industriale Enrico Serpieri l'idea di costruire a Fluminimaggiore una fonderia per ritrattare quegli scarti ancora ricchi di piombo e d'argento. L'impianto fusorio fu realizzato nel 1861 alla periferia dell'abitato, località che per questo fu chiamata Sa fonderia.

Nel 1873 il re Vittorio Emanuele II assegnò la concessione mineraria per lo sfruttamento dei minerali di piombo, zinco e argento, chiamata Pubusinu e Gutturu Pala, alla società inglese Gonnesa Mining di Giorgio Henfrey. In quel tempo la miniera era guidata dal tedesco Carlo Marx, dal francese Angelo Lambert, dal belga Giovanni Eyquen, dal fluminese Giacomo Garrucciu. Gli studiosi dicevano con competenza che "poche miniere in Sardegna, anzi nessuna, si è mai presentata con maggiori elementi di successo". Quel giudizio è confermato dal fatto che nella crisi che ha travolto tutte le miniere, Gutturu Pala è stata l'ultima a chiudere i cancelli.

Vicino alla sorgente di Pubusinu si notano i forni di calcinazione della calamina ed i ruderi della laveria, che fu abbandonata perché era più conveniente trattare i minerali nel moderno impianto di Su Zurfùru. Nel 1905 la miniera passa alla società inglese Pertusola e alla fine degli anni Sessanta all'Ente Minerario Sardo ed alla consociata Società Piombo Zincifera Sarda.