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Home - Schedario - San Gavino Monreale: Chiesa di Santa Chiara

San Gavino Monreale: Chiesa di Santa Chiara

Facciata della chiesa di Santa Chiara“La chiesa maggiore, sufficientemente capace, con nove altari tra cappelloni e cappelle, ha per titolare S. Chiara, monaca dell’ordine serafico, e fu eretta in parrocchiale da un monsignore Fra Lorenzo de Villa-Vincenzio spagnolo, dell’ordine di s. Francesco, vescovo della diocesi d’Ales intorno all’anno 1580.”
(
G. Casalis – Dizionario Geografico-Storico-Statistico-Commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna - Torino - 1833-1856)

Così riferisce il Casalis, ma in realtà in epoca più recente, nel 1789, il parroco lamentava l’assenza di documenti circa l’origine, le varie di fasi di costruzione e la consacrazione della chiesa.

Una successiva ricerca presso l’archivio della Diocesi ha permesso di ricostruire in parte la storia dell’edificio. Costruita intorno al XV secolo, in posizione più centrale rispetto alla chiesa di San Gavino, tra la fine del XVI e gli inizi del XVII la chiesa divenne parrocchia. Fino agli inizi del 1700 l’edificio aveva solo quattro cappelle di stile gotico a cui furono poi aggiunti due cappelloni e il coro con archi tondi e volta a botte, necessari considerati il ruolo di parrocchia e il gran numero di fedeli che doveva accogliere. Un successivo ampliamento vide l’allungamento della chiesa verso mezzogiorno con l’aggiunta di due cappelle laterali, attualmente le prime due.

Dettaglio muro esterno della chiesa di Santa ChiaraL’impianto attuale ad unica navata, coperta da un tetto sostenuto da arcate traverse, non presenta la cappella maggiore, che fu sostituita nel Seicento dal transetto e dal presbiterio. La prima cappella a destra è di indubbio valore architettonico e risale al Cinquecento, è coperta da una volta a crociera retta da capitelli pensili alla maniera gotica. In principio la cappella reggeva il campanile a canna quadrata, distrutto nel 1937; il campanile attuale risale al XX secolo ed è stato realizzato sul lato sinistro. Il prospetto risale al Settecento, mentre la sua cornice è certamente più antica e richiama uno stile tipicamente sardo.

All’interno: l’altare in marmo policromo risale al 1780 e fu realizzato da Santino e Domenico Franco, due cugini marmorari provenienti da Lanzo d’Intelvì (CO) e la bella statua lignea dipinta di San Michele, realizzata nel primo quarto del XIX secolo, dallo scultore sassarese Antonio Canu; sono presenti, inoltre, diverse statue di Antonio Lonis.