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Villacidro: Chiesa campestre di San Sisinnio

Facciata della chiesa campestre di San SisinnioNon esistono notizie certe sulla data di edificazione di questa chiesa dedicata al martire villacidrese Sisinnio (122 - 186). Considerata antiquissima già nel XVII secolo, come attesta una piccola pergamena conservata nel reliquiario del Santo, venne probabilmente edificata nei secoli XI - XII, prima dello Scisma d’Oriente. I numerosi reperti archeologici di età nuragica e romana rinvenuti nei dintorni testimoniano però che il sito fu un luogo “magico” e particolarmente adatto alle celebrazioni religiose fin dai tempi più antichi. Le ampie dimensioni della chiesa, la presenza al suo interno di cappelle laterali, il loggiato esterno su tre lati, la differenziano dalla maggior parte delle chiese campestri sarde e le conferiscono uno stile architettonico non comune.

L’attuale impianto si fa risalire al 1600, ma la chiesa subì nei secoli alcuni interventi di ristrutturazione, tra cui uno nel 1922, in seguito a un incendio doloso che distrusse l’altare ligneo riccamente lavorato in stile barocco, l’antica copertura in legno a capriate, preziosi arredi, dipinti e numerosi ex voto offerti al Santo dai devoti. Oggi si presenta con una volta a botte, circondata su tre lati da un loggiato secentesco fatto di canne intrecciate e sorretto da pilastri di pietra.

All’interno, oltre all’effigie del Santo, é ancora ammirabile un antico pulpito esagonale, riccamente lavorato e ornato di fregi e di simboli antropomorfi, che fino al 1740 era collocato nella parrocchiale di Santa Barbara.

 

Per una tradizione ormai accettata da tutti San Sisinnio è “martire villacidrese”. Nacque nel villaggio di Leni, antico e ricco borgo ormai scomparso, che sorgeva lungo le rive del rio Leni. La tradizione lo vuole diacono e si dice che avesse una voce meravigliosa che poteva essere paragonata a quella del cigno. Instancabile predicatore della parola di Dio, era avversario delle superstizioni, delle streghe e dei loro malefici, protettore dei deboli e degli oppressi. Per la sua fede venne preso, torturato, martirizzato e ucciso a bastonate nel 185 d. C. all’età di 62 anni. “Morì in pace cantando come un cigno” si legge sulla sua lapide. E’ noto e venerato per la sua lotta contro le streghe, “is cogas”, che nelle loro varie incarnazioni (mosche, serpenti, cavallette) rappresentavano il Male e tormentavano la vita superstiziosa degli abitanti del villaggio. Sisinnio le annientò, sempre, estirpando la superstizione e l’ignoranza dalle menti dei devoti. Ancora oggi si dice che, nei giorni della sua festa, nei pressi della chiesa campestre non si vedano volare i mosconi che, terrorizzati, si nascondono nei contorti tronchi degli olivastri per timore della furia del Santo.

Parole d’autore

Conosco un santo che ha avuto uno strano destino. Lo conosco perché è un santo del mio paese, una specie di parente. Era un contadino come tutti gli altri. Da noi tutti sono contadini… (Giuseppe Dessì - Un pezzo di Luna)

Olivastro nel parco di San SisinnioUno spettacolo naturale di maestosa bellezza si respira nel Parco di olivastri millenari, che circondano la chiesa di San Sisinnio, vero tesoro tra le tante ricchezze del patrimonio ambientale di Villacidro. Si tratta della più importante aggregazione di grandi olivastri della Sardegna, alcuni esemplari  raggiungono un’altezza di circa 13 metri e una circonferenza del fusto che supera i 5 metri. Con le loro esasperate forme offrono un suggestivo e magico scenario alle leggende tramandate da secoli su San Sisinnio, che stermina in più modi le terribili streghe che vagano nel territorio uccidendo bambini e introducendosi malvagiamente nella pacifica vita degli abitanti del paese …E pare quasi di vederle, imprigionate tra questi contorti tronchi millenari, mostruose, terribili, strette nelle radici, nell’immenso ed esasperato, ma vano, sforzo di divincolarsi, liberarsi e fuggire via…

Parole d’autore

…Nessuna pianta è domestica come questi ulivi, che fanno pensare, coi loro tronchi enormi, a pachidermi accosciati. […] Questi …sono precedenti a ogni umana concezione di ordine e simmetria. […] Sono alberi aspri e scabri come queste pietre e dello stesso colore grigiastro, pieni di un vigore lento e possente. (Giuseppe Dessì - San Silvano)