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Villacidro: Parco Castangias

L’area che accoglie attualmente il Parco di Castangias ospitava un tempo un bellissimo bosco di ciliegi, spaccasassi, noci e soprattutto castagni che davano il loro nome alla località. Curato dai Villacidresi, il bosco produceva ogni anno una grande quantità di frutti ed era un brulichìo di vita per le numerose attività che qui svolgevano i contadini, i raccoglitori, i caprai, i carbonai. La vallata di Castangias si può considerare come la culla di Villacidro: è qui che nasce infatti il rio Fluminera, lungo le cui sponde è cresciuta la cittadina, protetta dai ripidi versanti del Monte Omo e del Monte Cuccureddu. La ricchezza d’acqua ha sempre caratterizzato l’area del parco, dove, negli anni tra il 1928 e il 1932, venne realizzato l’acquedotto che raccoglieva le acque di numerose  sorgenti per distribuirle nel paese. Le strutture dell’acquedotto, realizzate nello stile delle villette toscane, davano all’area un aspetto elegante e signorile e il parco era mèta di continue passeggiate da parte dei villeggianti che sceglievano Villacidro come sede delle proprie vacanze. Nel corso degli anni i castagni morirono colpiti da una malattia incurabile, e negli anni ’70 anche l’acquedotto cessò di funzionare. L’area perse la sua caratteristica vitalità e pian piano venne quasi abbandonata. Da questo Parco, attualmente recuperato e restituito alla bellezza del passato, si può arrivare all’altopiano di Coxinas e si possono raggiungere, con delle brevi passeggiate, dei punti panoramici di grande suggestione e ammirare in tutto il loro splendore le montagne che abbracciano la cittadina di Villacidro.

Parole d’autore

Ma chi galoppa sull’altipiano, dietro i vitelli, col viso che non sa mai esser duro? È mio padre. È lui che mi porta sull’arcione fino al boschetto di castagni dove c’è una fonte di acqua così cupa e diaccia che il cavallo allunga il collo la sfiora appena. La cacciatora di velluto verde sa di acqua di vento di timo di campestre libertà… (Giuseppe Dessì - San Silvano).