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Villacidro: La pineta

Veduta del paese dalla pinetaLa bella pineta che circonda la parte alta di Villacidro e ricopre per intero i versanti del Monte Omo e del Monte Cuccureddu, sui quali si adagia la cittadina, rappresenta un omaggio all’immenso sacrificio ambientale che questa terra, come l’intera Sardegna, dovette sopportare nei secoli passati. Queste montagne erano un tempo coperte di macchia mediterranea e di boschi di lecci e sughere che vennero completamente distrutti durante il regno sabaudo; servirono per alimentare i forni di fusione della vicina fonderia che fu attiva dal 1743 al 1806 e le varie macchine usate nelle attività minerarie dei comuni circostanti.

Nel 1888 l’Amministrazione di Villacidro decise di restituire alle montagne l’antico aspetto e di proteggere la cittadina dalle intemperie del clima, che il disboscamento aveva fortemente inasprito, con la messa a dimora di 500 pini. Venne scelto il pino per la sua crescita veloce, perché è un albero che ha un legno molto leggero e, soprattutto, perché non dà affatto una buona legna da ardere, in ricordo del sacrificio dei boschi andati in fumo in passato. Le piantine attecchirono facilmente e l’anno successivo ne vennero piantate altre 1500. Nel 1890 altre 2000 e negli anni 1901, 1902 e 1903 se ne misero a dimora altre 30.000. In pochi anni le piantine furono 130.000 e Villacidro ne guadagnò in bellezza e salubrità dell’aria, attirando a sé moltissimi villeggianti, soprattutto di Cagliari, che nei mesi estivi in essa si rifugiavano per sfuggire alla calura soffocante della città.

Parole d’autore

…Quando io guardo questi alberi alti e scagliosi, che a vederli sembrano antichissimi ma che invece hanno press’a poco la stessa età del babbo e della mamma, […] amo pensare il nonno ... come un piccolo benefico di quella terra favolosa che era per me San Silvano. (Giuseppe Dessì - San Silvano)