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Arbus

  • Superficie: 267,16 kmq (47 km coste)
  • Altitudine: 300 m. s.l.m.
  • Popolazione residente: 8.000
 

Panoramica di ArbusPer chi giunge da Cagliari, il paese è facilmente raggiungibile in circa un’ora d’automobile, percorrendo la S.S. 131 fino all’altezza di Sanluri, immettendosi poi lungo la S.S. 197 fino a Guspini e da qui proseguendo per Arbus lungo la S.S. 126. Per chi giunge da Olbia il tempo di percorrenza è di circa due ore e mezza: si prende la S.S. 131 in direzione Cagliari fino all’altezza di Sardara, e da qui si prosegue verso San Gavino e Guspini, per poi dirigersi verso Arbus. Assai suggestivo dal punto di vista panoramico è il percorso per chi vuole raggiungere la cittadina partendo da Iglesias: si imbocca la S.S. 126 in direzione Fluminimaggiore e si prosegue poi per circa 19 chilometri fino ad Arbus.

Il territorio del Comune di Arbus è uno dei più vasti e variegati della Sardegna. Si estende lungo la costa sud occidentale dell’isola, scendendo da Capo Frasca a Capo Pecora, lungo 47 chilometri di litorale. Comprende la catena del Monte Arcuentu a est e un settore collinare intermedio in cui le suggestive zone minerarie di Montevecchio, Ingurtosu e Gennamari degradano dolcemente verso il mare.

La cittadina sorge a circa 300 metri sul livello del mare, a 15 km dalla costa, suggestivamente addossata sul declivio di Sa Conca de su Monti, e circondata da numerose cime rocciose il cui colore chiaro (albus) avrebbe dato origine al suo nome, che secondo altre teorie deriverebbe invece da arbor, per la grande presenza di alberi, o ancora da arabus, in quanto l’intera zona venne ripetutamente in passato invasa dagli arabi durante le frequenti scorrerie lungo le coste sarde.

Coltello prodotto dagli artigiani localiIl centro abitato, nella parte più antica, ha una configurazione tipica dei paesi di montagna, con stradine strette e tortuose che si dipartono ai due lati di un’unica strada principale, lungo la quale sorgono gli edifici e i monumenti più importanti, la chiesa di San Sebastiano, il Montegranatico, il Museo del coltello sardo. Numerose sono le costruzioni in pietra e ancora sopravvivono case in mattoni crudi (ladiri) tipiche della zona.

L’economia di Arbus è stata per lungo tempo prevalentemente legata alle tradizioni agricole e pastorali; nella seconda metà del 1800, con il grande sviluppo dell’industria estrattiva in Sardegna, Arbus diventa uno dei maggiori centri minerari e vive un grande periodo di sviluppo anche dal punto di vista demografico. Attualmente, con la totale chiusura delle miniere, l’economia del paese è basata sull’allevamento, l’artigianato e la pesca, ma sono in costante aumento le attività legate al turismo balneare e culturale.

Fanno parte del Comune di Arbus le frazioni di Sant’Antonio di Santadi, Ingurtosu, e Montevecchio. La prima, sita a 40 chilometri dal centro principale, in prossimità della costa di Capo Frasca, è un piccolo borgo rinomato per la pesca soprattutto delle arselle e dei mitili; Ingurtosu e Montevecchio, distanti rispettivamente 13 e 6 chilometri da Arbus, sopravvivono come testimonianza del grande passato minerario della zona e dell’intera Sardegna.