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Cenni storici

La Torre che si erge sul promontorio dominante la splendida spiaggia di Cala DomesticaLa zona di Buggerru è stata frequentata ed abitata fin da tempi antichi. Tutta l’area che include il territorio limitrofo di Flumimaggiore è ricchissima di emergenze archeologiche che risalgono al periodo nuragico, come l’area archeologica di Capo Pecora dove, nascosta tra la vegetazione, è visibile una tomba dei giganti, e numerose schegge di ossidiana sono presenti sparse nel terreno; a testimoniare la presenza umana in periodo nuragico anche il vicino nuraghe Oreri.

Ma dal punto di vista archeologico il monumento simbolo della zona è il tempio di Antas, sito in territorio di Fluminimaggiore.

Certamente le località Grugua, Planu Dentis e Sa Merchisa e tutta l’area mineraria di Buggerru erano già note ai romani per le attività estrattive della galena argentifera. Il ritrovamento di numerosi pani di piombo non lasciano dubbi in proposito.

Tutta la zona della vallata del Riu Mannu denominata Salto di Gessa fu intensamente frequentata in epoca romana e, sebbene non si abbia certezza della sua ubicazione, nella zona sorse la città mineraria Metalla, forse nella zona di Grugua a poca distanza dall’abitato di Buggerru dove sono state ritrovate importanti testimonianze dell’epoca, diverse sepolture e i resti di una villa romana.

Intorno alla metà del Duecento queste terre passarono nelle mani di Guglielmo Capraia e Chiano Visconti, mentre in periodo Aragonese questa parte del feudo venne assegnata alla famiglia Gessa, da questi passò agli Asquer per discendenza. A testimoniare l’importanza strategica della zona costiera, anche nel periodo spagnolo, è rimasta la Torre che si erge sul promontorio dominante la splendida spiaggia di Cala Domestica. Costruita nel 1600, la torre aveva l’importante funzione di proteggere le coste dalle incursioni barbaresche ed arabe e faceva parte di un sistema di torri difensive costiere comunicanti tra loro.

Passato, infine, ai Savoia la zona venne trasformata in demanio pubblico. Da qui in poi si ha una storia ancora viva nei volti degli anziani minatori e dei loro figli, una “storia di miniera che portò alla nascita dell’attuale centro di Buggerru.