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Fluminimaggiore

  • Superficie: 108,21 Kmq
  • Altitudine: 63 m. s.l.m.
  • Popolazione residente: 3.345
 

Panoramica del paese di FluminimaggioreIl paese di Fluminimaggiore sorge ai piedi di un’ampia vallata, circondato alle sue spalle da alte montagne e rivolto verso lo splendido mare del sud ovest della Sardegna.

Per raggiungerlo da Cagliari, da cui dista 80 chilometri, si percorre la S.S.130 fino ad Iglesias, e da qui si prosegue lungo la s.p. 126 che offre particolari e suggestivi panorami grazie ai maestosi boschi, dalla rigogliosa vegetazione, che si attraversano. Per chi giunge dal nord della Sardegna il paese si raggiunge lasciando la S.S. 131 all’altezza di Sardara e immettendosi nell’area del neo Parco Culturale Giuseppe Dessì.
Si raggiunge San Gavino Monreale, ci si dirige verso i Comuni di Guspini e Arbus e si prosegue lungo la provinciale 126 fino a Fluminimaggiore. Anche in questo caso non si potrà fare a meno di restare suggestionati dalla maestosità del paesaggio: la strada corre in mezzo alle montagne tra tornanti e profondi strapiombi, in cui si scorgono, sparse qua e là, in posizioni inspiegabili, numerose rovine di abitazioni e strutture un tempo adibite all’attività mineraria, fiorente, nel passato, in tutto il territorio.

Come il nome stesso suggerisce il paese sorge sulle sponde di un grosso corso d’acqua, il Rio Flumini Mannu che ancora percorre la cittadina dividendola in due rioni, anticamente chiamati Baucerbu e Concademallu.

Esterno del Museo Etnografico LicheriNel centro storico, che mantiene ancora diverse peculiarità architettoniche di interesse, sorge la chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova e alcuni edifici storici di pregio come il Palazzo comunale e il Montegranatico, in cui verrà allestito il Museo Paleontologico. Sempre nell’abitato, presso un ponticello sul Rio Mannu, immerso nella vegetazione a ridosso del costone montano, si trova l’antico Mulino ad acqua Licheri, adibito a museo etnografico della civiltà contadina; il vecchio casolare rappresenta gli oltre venti mulini che sino alla prima metà del Novecento sorgevano lungo le sponde del torrente.

L’economia di questo centro è stata per lungo tempo legata al settore agricolo e pastorale; nella seconda metà del 1800, quando lo sviluppo del settore minerario investì l’intera Sardegna, Fluminimaggiore divenne uno dei paesi maggiormente attivi nel settore estrattivo e la sua economia fu per oltre un secolo prevalentemente legata alle miniere, grazie alla ricchezza del sottosuolo dell’intera area del Fluminese, tra le più floride dell’isola. Su Zurfuru, Arenas, Gutturu Pala, sono solo alcuni dei numerosi siti e villaggi minerari abbandonati ancora visibili e visitabili in tutto il territorio comunale, spesso immersi in paesaggi naturali di indubbia bellezza e fascino.

Il borgo di Sant' Angelo, una frazione di Fluminimaggiore immersa nel verde con le antiche abitazioni e l'omonima chiesettaIn seguito al declino dell’attività mineraria e alla chiusura degli impianti avvenuta intorno agli anni ‘60 e ‘70 del XX secolo, l’economia della cittadina ha ritrovato la sua vocazione agricola e attualmente punta inoltre al settore turistico e ambientale, con la valorizzazione di tutte le ricchezze del territorio che può contare su un patrimonio naturalistico, storico, archeologico e minerario di sicuro interesse.

Fanno parte del Comune di Fluminimaggiore anche la piccola frazione marina di Portixeddu, a ridosso della stupenda spiaggia omonima, e il borgo di Sant’Angelo, una piccola frazione montana sorta intorno alla seconda metà del 1800, immersa fra boschi secolari in una località ricca di fonti.