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Cenni storici

Capanno nuragico nei pressi del tempio di AntasLe prime testimonianze storiche su Fluminimaggiore risalgono al 1272 e si trovano nel Codex Diplomaticus Sardiniae del Tola: attestano il possesso della villa da parte del conte Ugolino della Gherardesca e del Comune di Pisa poi. Posto in un punto di confine tra il Giudicato di Cagliari e di Arborea, nel Medioevo il paese sorgeva in una posizione diversa dall'attuale ed era probabilmente formato da tanti piccoli villaggi ora nelle località San Nicolò, Sa domu e is Gragoris, qualche chilometro più a valle, vicino al mare, Niu Crobu, Corti Accas, S. Giovanni, Seguris, ecc. Tutti questi siti sparsi nel territorio intorno all’attuale centro abitato, conservano ancora tracce di antichi insediamenti. Nel 1420 il re d’Aragona diede in feudo la villa di Flumini Major al Visconte Gessa di Villa di Chiesa e, in un periodo successivo, fu di proprietà della famiglia Asquer.

In seguito alle incursioni barbaresche i villaggi vennero abbandonati e il ristabilimento nel sito attuale, a circa sei chilometri dal mare, avvenne nei primi anni del 1700 ad opera di un certo Pietro Maccioni di Terralba, che vi andò ad abitare con molti suoi compaesani, così come testimonia l’atto di concessione fatto dal Visconte don Ignazio Arquer il 22 aprile 1704. A partire dalla seconda metà del 1800 e per oltre un secolo, con il rifiorire delle attività estrattive, Fluminimaggiore diventa uno dei centri minerari più rilevanti della Sardegna, come testimoniano le imponenti strutture dismesse, i villaggi e i vecchi borghi abbandonati sparsi bel territorio.

Il tempio punico romano di Antas a Fluminimaggiore, uno dei più significativi resti archeologici di tutta l'isolaL’intero territorio è disseminato di emergenze archeologiche che testimoniano la presenza umana fin dai tempi più remoti. La ricchezza del sottosuolo attirò gli insediamenti umani in questa località nel periodo nuragico, punico e romano. La stessa mitica città di Metalla, citata nell’itinerario antoniano redatto al tempo dell’imperatore Caracalla (211-217 d.C.) e il cui sito non è mai stato individuato con certezza, pare che sorgesse proprio nell’attuale territorio di Fluminimaggiore. I resti più antichi, risalenti al neolitico, si trovano presso le grotte di Punta Pilocca e di S’acqua Gelada. Si contano le emergenze di alcuni nuraghi in località Fighezzia, Conca Muscioni, S. Lucia, Begas, Sa Calcina e un recinto megalitico nella località Canali Bingias, risalente a 4000 anni fa chiamato Su Corrazzu de Su Estiu (il recinto del diavolo) che una leggenda popolare diceva abitato da un angelo malvagio. Scriveva l’Angius nel suo dizionario che “…sono solamente i più coraggiosi che ardiscono portarvisi per ricercare nel settembre non so che fiore maraviglioso e di prodigiosa virtù…

La valle di Antas, anfiteatro naturale, fu scelta dalle popolazioni nuragiche come luogo di vita e per il culto delle divinità dell'epoca.
Da allora, a partire nel VI secolo a.C., prima i Punici, e successivamente i Romani, attratti in questa zona dai ricchi filoni metalliferi a piombo e argento, edificarono in quest'area il più grande edificio sacrale antico in Sardegna:

Le maestose rovine del Tempio Punico-Romano Antas dedicato all'adorazione del Dio Sardus Pater BabaiIl tempio di Antas che, per la sua ampiezza e il buono stato di conservazione, è ancora oggi uno dei siti archeologici più importanti di tutta la Sardegna.