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Guspini

  • Superficie: 174 kmq
  • Altitudine: 137 m s.l.m.
  • Popolazione residente: 12.670
 

Il paese di Guspini, ubicato in una felice posizione, si trova ai bordi della zona di Oristano e occupa la parte della pianura del Campidano bagnata dal rio Montevecchio, estendendosi fino allo stagno di Santa Maria di Neapolis.

Foto aerea del centro abitato di GuspiniE’ raggiungibile da Cagliari, da cui dista circa 62 km, attraverso la S.S. 131 fino al bivio per Sanluri e da lì mediante la S.S. 197; per chi arriva da Sassari-Oristano, sempre tramite la S.S. 131, si devia al bivio per Marrubiu, verso Terralba e San Nicolò Arcidano.

La natura del luogo ha favorito l’insediamento umano fin da tempi antichi, ma l’attuale centro sorse in epoca medievale e prese il nome di Gosphini o Gulsue. La sua nascita è legata allo sfruttamento dei giacimenti di argento presenti nella zona di Montevecchio; da sempre la vita del borgo è stata profondamente legata alla storia dell’attività estrattiva e mineraria che raggiunse il massimo dello sviluppo tra la metà dell'Ottocento e il Novecento.

Il centro abitato si articola in due grandi rioni o zone, il centro ideale e reale è la piazza XX Settembre, dove si erge la chiesa parrocchiale di San Nicolò; a partire da qui un fitto intrico di strade strette e vicoli si snodano nel rione vecchio, fatto di case costruite con il mattone crudo e la pietra locale, la cui tipologia richiama le case contadine tipiche del Campidano. E’ questa la zona della cittadina dove si conservano i più importanti monumenti: la chiesa di San Nicolò, con la sua imponente scalinata; poco più in là, lungo la via Santa Maria, la chiesetta di Santa Maria di Malta, il monumento più antico nel perimetro urbano, che si anima in occasione della festa grande del paese che si svolge nel mese di agosto. Poco distante sorge il palazzo municipale in stile liberty, costruito nei primi anni del Novecento; proseguendo in direzione di Gonnosfanadiga, sempre nell’abitato, si trova il Mulino Garau, imponente struttura dai muri di pietra, ora soggetta a restauro ai fini della musealizzazione; nella stessa zona si trovano le case a corte, case contadine di fine Ottocento costruite secondo la tipologia edilizia campidanese, con ampi cortili e lollas.

Particolare dei basalti colonnariDall’alto della via Santa Maria, guardando in direzione del colle Zeppara, è possibile ammirare i basalti colonnari, splendido monumento naturale situato in pieno centro urbano. Poco fuori l’abitato si trova la piccola chiesetta di San Giorgio, unica  testimone di un gran numero di chiese campestri non più esistenti a Guspini.

Partendo dalla centrale piazza XX Settembre, e proseguendo in direzione Arbus, altri edifici e palazzi signorili, con ricchi dettagli architettonici, si affacciano sulla via Mazzini, come la vecchia scuola Sanna, dove prima sorgeva la chiesa di Sant’Alessandro; poco distante si trova il Montegranatico, edificato nel 1686 (verificare) nell’area occupata dalla chiesa di San Sebastiano, inglobata dal nuovo edificio, e nei pressi di una precedente struttura, probabilmente un mastio di epoca aragonese. Il montegranatico, che svolse a lungo la sua funzione di supporto ed aiuto alla classe contadina, è stato destinato ad ospitare il Museo del Tempo, in cui tradizioni, storia e civiltà dell’agro di Guspini racconteranno agli abitanti del luogo e ai visitatori antiche storie di vita contadina, di lotte, di crescita sociale, di fatiche e di uomini.

Di fatica e di uomini racconta anche casa Agus, che un tempo ospitava l’officina di un fabbro, i cui strumenti e attrezzi di lavoro saranno parte centrale del Museo dell’arte fabbrile che l’antica struttura è destinata ad accogliere.

Nei dedali delle antiche stradine che, dalla via principale, si diramano verso le rocce che racchiudono la parte alta del paese, antiche case, tra le quali la Casa Murgia, un tempo di proprietà di una ricca famiglia, donata poi al comune che l’ha destinata a museo; uno spazio dedicato all’utilizzo dell’agro di Guspini e alle antiche attività che ne hanno caratterizzato la vita, in particolare la coltivazione della vite e dell’olivo. 

Tenendo quale punto di riferimento la piazza XX Settembre, si estende, verso il Campidano, il quartiere moderno di Is Boinargius, fatto di strade larghe e case nuove, realizzate con moderne tecniche costruttive.

ArresojaLungo le strade principali, e non solo, si scorgono vistose ed importanti tracce dell’attività mineraria ed estrattiva che ha fortemente condizionato l’economia locale; molte braccia passarono dall’agricoltura e dalla pastorizia al più redditizio lavoro in miniera, e forte fu l’impatto ambientale e sociale, della moderna industria, sulle popolazioni locali.

Il successivo fallimento dell’attività estrattiva ha riportato alla riscoperta delle origini; ora Guspini ha un’economia basata prevalentemente sulla piccola e media impresa e sulle attività agricole ed artigianali. In particolare alcune attività artigianali distinguono la cittadina: la diffusa produzione del torrone, del miele e dei coltelli. All’arte dei coltellinai è dedicata una mostra biennale, Arresojas, che riunisce nello splendido contesto del borgo minerario di Montevecchio, i principali e più conosciuti artisti del coltello sardo. Numerosi coltellinai realizzano con antiche tecniche e grande maestria vere e proprie opere d’arte, tra cui la ben nota Guspinesa, coltello a punta mozza, tipica del borgo e diffusa tra i minatori.

Al miele e alla tradizione dei produttori locali, è dedicata la Sagra del miele che ogni anno si svolge a Guspini nel mese di luglio e che richiama molti golosi ed estimatori.