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Cenni storici

Il nuraghe di Monte S'Aurecci a GuspiniI primi segni di frequentazione umana nel territorio di Guspini, sono del periodo prenuragico e nuragico, risalgono al 6000-4000 a C. e sono stati rinvenuti nelle località di Santa Margherita e Sa Tella.

Al periodo tra il 3900 e il 3300 a C. vanno fatti risalire i villaggi di S’Aurecci, Neapolis, Sciria, e i menhirs di Corte S’Ammucu, Genna ‘e prunas e Perdas Fittas.

La fase nuragica è ampiamente documentata da numerosi rinvenimenti, tra cui circa 40 nuraghe, di cui ben 12 di tipologia complessa, e altrettanto numerose tombe dei giganti tra cui quelle in località Melas e in Terra Moi.

Al periodo fenicio-punico è invece datata la nascita della città di Neapolis, in prossimità degli stagni di San Giovanni e Santa Maria; l’insediamento, articolato ed esteso, servito da un acquedotto lungo circa 5 km, dotato di piccole e grandi terme e munito di porto nelle vicine aree lacustri, ha proseguito la sua vita anche in epoca romana e medievale, raggiungendo il massimo dello sviluppo verso il II-III secolo d. C. con un’ estensione di 34 ettari.

Rovine di NeapolisA testimonianza del periodo romano, nel territorio sono presenti alcune ville rurali, tra cui quella più nota di Urradili, attrezzata di terme private alimentate da un acquedotto.

L’attuale centro si sviluppa sicuramente intorno al 1200, quando in epoca pisana riprende lo sfruttamento dei giacimenti minerari di Montevecchio.

Nel corso del XIV secolo, in epoca giudicale, l’importanza del centro si accresce a seguito del ruolo di capoluogo della curatorìa di Bonorzuli. In epoca successiva, nel 1414, sotto il dominio aragonese, il centro viene ceduto ai Carroz, conti di Quirra e successivamente fece parte della baronia di Monreale.

Dopo alterne vicende e passaggi nel 1514 Guspini è sotto la giurisdizione dei Centelles che eressero nel 1625 la parrocchiale di San Nicolò; successivamente passò agli Osorio dai quali venne riscattato nel 1839 in seguito alla Carta Regia del 3 marzo 1838 che decretò la fine dei feudi.

Ma la storia di Guspini è fatta anche di piccole storie e piccoli uomini, come quella del Rettore Carta che agli inizi dell’Ottocento, con un gruppo di nullatenenti locali, intraprese la bonifica della zona di Urradili, al tempo un acquitrino, trasformandola in area coltivata prevalentemente ad olivi e dotata di moderni impianti di trasformazione del prodotto.

Laverie nelle miniere di MontevecchioLo stesso Predi Carta ci ha lasciato, in un pregevole manoscritto, un documento unico sulla storia economica e sociale di tutta la zona, dove si racconta di scuole, uffici, chiese, campi e di agricoltura, tecniche di coltura, commercio e di possibili sviluppi della zona: non solo analisi della condizione attuale ma proposte di miglioramento e crescita, una sorta di piano di rinascita in notevole anticipo sui tempi.

La storia dell’attività estrattiva ha, in seguito, a partire dalla metà dell’Ottocento, fortemente influenzato la vita del centro abitato: dalle 4733 anime del 1861 si passa rapidamente alle 6348 nel 1881 e a 6797 nel 1901. Un incremento dovuto esclusivamente alla presenza delle miniere; molte persone arrivano a Guspini e si stabiliscono in prossimità dei cantieri minerari e molti agricoltori lasciano l’attività dei campi per trasferirsi in miniera. Tuttavia non cessa mai l’attività agricola e pastorale, ne tanto meno, quelle attività domestiche di ambito prevalentemente femminile, come la lavorazione dei tessuti al telaio.

L’economia del borgo si trasformò anche nelle attività artigianali e si arricchì notevolmente; una folta schiera di salariati diede un forte contributo allo sviluppo di nuove attività commerciali. Molti artigiani si trasferirono a Guspini e vi impiantarono la propria attività: fabbriche di scarpe per minatori, le conce per la lavorazione delle pelli, lavorazione dell’uva per la vendita di vini e liquori allo spaccio delle miniere, trasporti, servizi postali… Tutto si sviluppò in maniera più rapida che altrove, in sintonia con i ritmi imposti dalla crescita e dall’evoluzione dell’attività estrattiva.