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Eventi e manifestazioni

Villacidro è una cittadina molto dinamica, animata da un fervore culturale di grande rilievo che da vita a numerosi avvenimenti di notevole interesse.

Un fitto intrecciarsi di incontri musicali, letterari, sportivi montani, mostre, esposizioni, convegni, presentazione di libri, proiezioni all’aperto, e tanti altri appuntamenti animano lo scorrere dei mesi, richiamando molte presenze.

Sono numerose le occasioni per vivere un momento di piena libertà all’aria aperta, assaporando il dolce tepore, gli incantevoli profumi e i colori delle infiorescenze della primavera. La manifestazione Vivi Verde propone ogni anno un fitto calendario di appuntamenti: parapendio, canoa sul lago, arrampicata, trekking, tiro con l’arco, trekking a cavallo, mountain bike, moto cross, passeggiata ecologica o Marcia Longa, e tante altre occasioni per trascorrere delle giornate a contatto con la natura incontaminata dei monti del Linas, a passeggio su montagne vecchie di 280 milioni di anni.

Immancabile appuntamento per gli amanti dello sport all’aria aperta, è la tappa mondiale del Campionato di Triathlon – X–Terra , che da tre anni si tiene a Villacidro. La presenza di atleti, provenienti da tutte le parti del mondo, rappresenta per Villacidro una splendida vetrina. La montagna si riempie di voci e colori, il paese viene invaso da stranieri e, per alcuni giorni, vive sovrana la festa e la sana competizione.

All’inizio dell’estate le vie e le piazze della cittadina si animano del gioioso vocio e del canto dell'allegra comitiva dei mietitori che con i loro carri e le loro biciclette vanno verso i campi: la Sagra della Mietitura è una suggestiva rievocazione del “ rito” della mietitura così come si svolgeva al tempo dei nostri nonni. Al lavoro si accompagnano canti e ritornelli, per poi ristorarsi dalla fatica col delizioso pane fresco, ancora tiepido, cucinato in un forno artigianale allestito appositamente nei campi, o con formaggio, salsiccia, olive, tutto arricchito da del buon vino. Anche i visitatori possono partecipare allo spuntino, chiamato in sardo “su murzu”, ed unirsi all’allegria dei canti e dei balli tradizionali.

I divertimenti continuano con l’Estate Villacidrese che arricchisce tutte le serate estive con numerosi eventi: concerti in piazza, proiezioni sotto le stelle, serate danzanti, rappresentazioni teatrali, sfilate di moda, tornei sportivi, cinema d’autore, mostre ed esposizioni di vario genere dalla pittura all’hobbistica, al modellismo.

Il ciclo estivo si chiude con un evento che è indubbiamente il più importante: il Premio Letterario Nazionale Giuseppe Dessì.

Si suggerisce vivamente, tra un appuntamento e l’altro, di contattare le guide del luogo e di addentrarsi e perdersi nel fascino delle piazze, delle viuzze strette e tortuose o dei monti e dei boschi, alla ricerca di tutto ciò che Giuseppe Dessì ha amato e descritto, con dovizia di particolari, nei suoi libri che hanno fatto il giro del mondo, tradotti in numerose lingue e che sono divenuti emblema di una Sardegna viva, ricca di risorse e di emozioni.

Come molti luoghi di antica origine, Villacidro è ancora profondamente legata alle proprie secolari tradizioni, alcune mai del tutto scomparse, nonostante l’incessante progresso e l’avanzare della modernità, altre sapientemente recuperate e rivitalizzate in un’opera di salvaguardia dei valori delle tradizioni popolari come base dell’identità di un popolo e di una comunità.

Gesti, credenze, comportamenti, rituali legati a una cultura prevalentemente agricola e pastorale rivivono, a scadenze ritmate dal ciclo della natura, in occasione delle sagre e delle feste popolari che si ripetono annualmente nella cittadina.

Il 1° gennaio, giorno di Capodanno si celebra la festa de “Su trigu cottu”. Con la manifestazione rivive l’antica usanza contadina dell’offerta del grano cotto e condito con la “sapa” come augurio di un prospero e felice nuovo anno. Ogni buona massaia la notte del 31 dicembre di ogni anno metteva a bollire del grano e, tenutilo poi in caldo in mezzo alla paglia per l’intera notte, il primo giorno dell’anno lo condiva con alcune cucchiaiate di “sapa” , (un condimento dolce che si ottiene facendo bollire a lungo il mosto fino a quando diventa molto denso e zuccheroso), per poi distribuirlo in ciotoline e offrirlo alle persone più care.

Sempre nel mese di gennaio, il sabato e la domenica più prossimi al 17 gennaio, si festeggia Sant’Antonio Abate. E’ una festa antichissima, legata ad antichi rituali pagani, propiziatori per la fertilità della terra.  Un grandissimo falò, “su fogadoi” , viene acceso la sera del sabato, dopo la benedizione del sacerdote. Mentre il fuoco arde, viene offerto ai convenuti uno spuntino a base di pane e salsiccia e del buon vino. E’ tradizione raccogliere un pò di cenere de “su fogadoi” da spargere sui campi o attorno alle case per proteggerli dagli incendi. Alcuni raccolgono frammenti di tizzoni ormai spenti per conservarli in casa contro la terribile malattia della pelle detta appunto “su fogu de Sant’Antoj”. La festa si conclude con la processione del Santo e la distribuzione ai fedeli di un piccolo “civraxiu”: pane tipico locale.

Un’allegra e insolita sfilata anima le vie della cittadina in occasione del carnevale: decine di bande musicali in maschera, provenienti da tutta la Sardegna, sfilano per le vie del paese suonando marcette per l’occasione scoordinate e stonate in una simpatica confusione.

Legata alla millenaria tradizione contadina è la festa di Sant’Isidoro, che si festeggia la seconda domenica di maggio. Il momento più  coreografico e variopinto è la processione che attraversa le vie del paese; il simulacro del santo viene caricato su un antico carro contadino trainato da un bellissimo giogo di buoi “mudaus”, bardati a festa con drappi di tessuto prezioso o collari di fiori intrecciati. Ad accompagnare il passaggio del Santo sono presenti numerose “ traccas” , (i carri addobbati in maniera originale e variopinta con al seguito numerosi figuranti), i gruppi in costume tradizionale provenienti da diversi paesi della Sardegna, la cavalleria villacidrese. Le “traccas”, che sono il vero elemento tradizionale della festa, sono delle vere e proprie rappresentazioni in movimento di scene di vita contadina e pastorale del passato: c’è la mietitura, la tosatura, la macinatura del grano; rappresentano spesso anche spaccati e scene di vita domestica come la preparazione del pane e della pasta, la lavorazione della lana e la tessitura al telaio. L'allestimento di questi spettacoli itineranti, spesso impegna per parecchi giorni le persone che decidono di realizzarli, e la bellezza, la ricchezza di particolari e la fedeltà della rappresentazione sono elementi di giudizio per il pubblico convenuto ad ammirare lo spettacolo di questa processione e profondo motivo di orgoglio per i realizzatori.

Il ben noto frutto rosso: le ciliegie di Villacidro Tra le più importanti manifestazioni legate alle tradizioni contadine rientra la Sagra delle ciliegie, che si celebra l’ultima settimana di maggio, nel periodo in cui i contadini sono impegnati nella raccolta del gustoso frutto di cui Villacidro è storicamente una delle più importanti produttrici della Sardegna. Ad animarsi per quest’occasione è soprattutto la vallata di Villascema, località famosa per questo prodotto, che in questi giorni si colora del rosso acceso delle ciliege. Migliaia di visitatori approfittano dell’evento per degustare le ciliege e le specialità offerte dagli organizzatori. E' una buona occasione per trascorrere una giornata nel Parco di Villascema, attrezzato con numerosi tavoli e barbecues, per visitare i giardini e acquistare direttamente dai produttori il prelibato frutto. Le vie del paese ospitano, nei giorni della Sagra, la Fiera dei prodotti agricoli locali che ogni anno riscuote un grande successo di pubblico.

La bella pineta che circonda l’abitato di Villacidro, dal 15 al 31 luglio si anima di devoti che si raccolgono intorno all’antica chiesetta della Madonna del Carmine. E’ in questo periodo che si svolgono i festeggiamenti dedicati alla Vergine: ogni mattina alla stessa ora i fedeli si raccolgono per la Messa, mentre la sera, dopo la recita del rosario, trascorrono la serata immersi nel fresco della pineta. Una leggenda villacidrese vuole che, durante la permanenza del simulacro della Madonna nella chiesetta, soffiassero freschi venticelli, “is bentus de su Cramu”, che alleviavano la calura estiva ed aiutavano i contadini, che, nelle aie, separavano il grano dalla paglia. La festa si conclude la sera del 31 Luglio, quando il simulacro rientra nella parrocchia di Santa Barbara, accompagnata da una suggestiva fiaccolata.

Chiesa campestre di San SisinnioLa "festa grande", sa festa manna, per i Villacidresi è la Festa di San Sisinnio. Dedicata al Santo che la tradizione locale vuole originario del luogo, la festa si svolge la prima domenica di agosto. Nei quattro giorni in cui si svolgono i festeggiamenti, le reliquie del Santo, conservate durante l’anno nella parrocchiale di santa Barbara, vengono portate in solenne processione a piedi nella chiesa campestre a lui dedicata, accompagnate da una scorta di cavalieri armati che, per tradizione, le difendono dagli abitanti di un vicino paese, i quali, nella notte dei tempi, “rubarono”, i sacri resti. Intorno alla chiesa, all’ombra dei giganteschi ulivastri millenari che le fanno da corona, i devoti si raccolgono per tre giorni, facendo festa, cantando, danzando e banchettando insieme, in un’atmosfera un po’ magica, come magico è il luogo che una leggenda vuole abitato, un tempo, da malefiche streghe annientate proprio dalla potenza e dalla grandezza del Santo. Si dice che nei giorni della festa, intorno alla bella chiesa campestre, non si veda volare neppure un moscone, a perenne ricordo del miracolo del Santo che, prese le sembianze di un gigantesco ragno, sterminò tutte le streghe le quali, trasformate in mosconi, erano solite entrare nelle case e uccidere i bambini che dormivano nelle culle, succhiando loro il sangue.Il momento più solenne è la Messa che si celebra la domenica mattina, alle 7:00, davanti al sagrato della chiesa: la bellezza del luogo, il tradizionale panegirico di San Sisinnio, il profumo delle piantine di basilico che i devoti portano per la benedizione e i canti sardi che si diffondono nell’a ria, creano una forte emozione e un clima di completa comunione tra le centinaia di persone presenti. Al termine della messa un’antica tradizione, ancora oggi rispettata, vuole che ai fedeli venga servito “su cumbidu”, il caffè e un biscotto. La stessa domenica, al pomeriggio, le reliquie del santo vengono riaccompagnate in paese dove vengono accolte dall’intera popolazione in festa e dove, in un clima di grande allegria, i festeggiamenticontinuano fino a tarda notte.