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Nel centro storico... dentro i romanzi del Dessì

Paese d’ombreNorbio, San Silvano, Cuadu, Ordena, Villacidro: tanti luoghi per un unico luogo, centro dell’universo umano e narrativo di Giuseppe Dessì.

“Osservavo con infinito amore la gente de  mio paese di Parte d’Ispi, le loro abitudini, il loro modo di nutrirsi di tempo.” (Giuseppe Dessì, Sale e tempo, in Un pezzo di luna, Edizioni della Torre, Sassari, 1987, pag. 42)

“Le mie radici sono a Villacidro, (…) alle falde delle montagne… Sono perciò un sardo dell’interno, (…) Io potrei aver girato il mondo come un mercante di Mille e una Notte, …ma Villacidro è la mia patria. (…) A Villacidro ho trascorso gli anni più belli e più liberi della mia adolescenza…” (Giuseppe Dessì, Nostalgia di Cagliari, in Un pezzo di luna, Edizioni della Torre, Sassari, 1987, pag. 77)

“In questo senso sono padrone di San Silvano. Ecco, io esercito su San Silvano un diritto di proprietà solo perché quando ci torno io mi trovo a mio agio come in nessuna altro paese del mondo. Tanto a mio agio che anche il dolore qui si fa più acuto. Sono più perfetto, ecco.” (Giuseppe Dessì, Diari 1931-1948, II, Jouvence, Roma, 1999, pag. 71)

Il MontegranaticoPasseggiare per le strade del centro storico di Villacidro ripercorrendo le pagine di Paese d’ombre, de Il disertore, di San Silvano, è un modo accattivante e singolare per scoprirne gli angoli più suggestivi, percepirne il valore intrinseco, umano e letterario e ritrovare le atmosfere respirate nei romanzi.

La piazza Lavatoio, simbolo del romanzo Paese d'ombre e di Villacidro, ora come allora luogo di incontro e centro della cittadina, è un crocevia ideale per intraprendere numerosi e fantasiosi percorsi… 

Si può ripercorrere il torrente Fluminera, ora coperto e non visibile, ma ancora intuibile sotto il manto stradale; attraversare la piazza un tempo animata dal chiacchierio delle donne che lavavano i panni; immaginare il Mattatoio, gli abbeveratoi, le voci degli uomini che portano gli animali all’abbeverata; volgere lo sguardo alla fabbrica dei liquori Murgia, al mulino Cadoni, ad alcune tra le case più belle del paese, che si affacciano sulla piazza.

Poco lontani la chiesa parrocchiale di Santa Barbara, l’Oratorio di Nostra Signora del Rosario, il Montegranatico, la piazza Cadoni. E ancora la via Roma, la Casa Dessì, il palazzo Municipale; il castello baronale, ora Seminario Vescovile, le vecchie carceri.

La casa dello scrittore villacidrese Giuseppe Dessì in una immagine del passatoSi può attraversare il Rione Castangias e raggiungere il Parco omonimo, o il Rione Seddanus verso la cascata Sa Spendula, o dalla piazza Frontera scendere verso il Rione Sant’Antonio, o, ancora,poi ammirare tutto questo dalla splendida pineta che abbraccia e racchiude l’intero abitato.

Come sulla tavolozza di un pittore si possono combinare in vario modo le tappe: seguire Sofia che va a comprare il sale, correre la folla corsa di Francesco sul puledro impazzito, tornare, la notte, di nascosto, con Sante Follesa nella piccola casa di Castangias dove l’anziana madre lo attende; accompagnare Angelo e Carignosa verso la vallata spumeggiante de Sa Spendula…o ascoltare le voci dei pini…