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Storie di miniera

Il pozzo di San Giovanni del cantiere di Piccalinna“La notizia della strage rimbalzò per tutta l’Italia operaia. A Milano fu comunicata alla folla durante un comizio di protesta e provocò uno sciopero generale in tutta la Penisola. Solo in Sardegna rimase senza eco, e il silenzio di Buggerru, dopo la strage, in quel triste pomeriggio di settembre, era il simbolo del silenzio di tutta l’Isola nella compagine nazionale.” (G. Dessì , Paese d’ombre) 

 

Il territorio del Parco Dessì fa parte del Parco Geominerario della Sardegna; al suo interno sono numerosi i siti minerari di grande interesse e bellezza, molti dei quali sono stati, e sono, fonte di ispirazione letteraria e poetica.
Giuseppe Dessì, in Paese d’ombre e in altri suoi romanzi, racconta di miniere e di minatori, di luoghi e di vicende che sottolineano la dura realtà della vita e del lavoro nelle viscere della terra e le profonde trasformazioni causate dall’attività estrattiva sugli equilibri sociali ed ambientali, oltre che economici, del territorio.
Il mondo delle miniere ha lasciato, nei paesi del Parco, ampie e profonde tracce di sé; da molti anni numerosi progetti sono in atto per recuperare i siti, metterli in sicurezza e renderli visitabili ai turisti.
Arbus, Guspini, Buggerru e Fluminimaggiore hanno investito molto nella riconversione economica che vuol fare di questi luoghi, un tempo, di fatica, una meta turistica ambita e ricca di suggestione, che allo stesso tempo tenga viva la memoria del passato.
 
A Villacidro, oltre alla miniera di Canale Serci, incastonata in una natura lussureggiante, i cui edifici sono stati in parte recuperati ad uso dell’Ente Foreste, sono ben visibili i segni dell’attività mineraria; l’intenso sfruttamento ambientale e il disboscamento, sono, oggi, testimoniati dalla bellissima pineta che circonda il paese, frutto del rimboschimento effettuato a partire dalla fine dell’Ottocento; Villacidro vanta una storia mineraria importante, sebbene non conservi siti visitabili, ha ospitato dalla seconda metà dell’Ottocento la Fonderia Mandel , al tempo una delle più grandi del Vecchio Continente.
Non lontano, la Miniera di Montevecchio, considerata, nel secolo scorso, una delle miniere più importanti d’Europa; qui è possibile accedere ad alcuni siti come la galleria Anglosarda  nel cantiere San Antonio, il cantiere di Piccalinna e nel borgo di Montevecchio, sulla collina di Gennas, il Museo della palazzina della Direzione, e il Museo Mineralogico . La vastita del sito è sorprendente e il contesto ambientale notevole. Passeggiare, per le strade del piccolo paese e per i cantieri, riporta indietro nel tempo e trasmette stupore per l’eleganza e la ricercatezza dello stile architettonico degli edifici.
Lungo la strada che prosegue verso il mare, in direzione Ingurtosu, i cantieri di Ponente si intercalano a boschi e fitta macchia mediterranea.
L’ingresso al piccolo centro d’Ingurtosu è quasi trionfale; un sorprendente e pittoresco passaggio sotto l’arco di un edificio, la palazzina della Direzione, decorata da eleganti elementi architettonici e da una fiabesca balconata di legno rosso-viola.   
. Il Pozzo Gal in cui si estraevano la galena e la blenda nella miniera di Ingurtosu
E’ indubbiamente il sito più scenografico e importante dal punto di vista ambientale e geografico, immerso com’è nel sistema dunale di Piscinas, sistema di dune vive tra i più imponenti del vecchio continente. Qui è possibile visitare il borgo minerario, pozzo Gal, vedere la laveria di Naracauli e passeggiare tra le dune.
Altra destinazione da non perdere per chi ama l’archeologia industriale e mineraria sono: Buggerru e Fluminimaggiore.
Il centro di Buggerru, nato a seguito dello sfruttamento del sottosuolo, ha una struttura fortemente condizionata dalla storica attività. A ridosso dell’abitato e del porto: la Laveria Malfidano, la laveria Lamarmora, la Galleria Henry, il Museo della Memoria, ubicato in vecchie strutture minerarie, i forni di calcinazione, i vecchi magazzini, la casa del Direttore e degli impiegati e, a ridosso del centro, le piccole casette dei minatori, ammassate tra loro lungo il crinale.
Buggerru fu scenario del tragico eccidio, raccontato da Dessì in Paese d’ombre, e ricordato da un elegante monumento, a memoria dei minatori morti, sito nella piazzetta accanto al porto; qui più che altrove si costituirono le associazioni in difesa dei lavoratori della miniera e si sviluppò un profondo senso di classe. Buggerru come Montevecchio nasce e vive attorno alla miniera e ancora oggi camminare tra i viottoli e le stradine dei due borghi richiama continuamente la storia di uomini, macchine e fatica.
Fluminimaggiore ha uno splendido patrimonio ambientale montano che nasconde molti siti minerari di grande importanza, come la miniera di Su Zurfuru e quella di Gutturu Pala, in prossimità della sorgente di Su Pubusinu.
Anche San Gavino ha avuto stretti legami con l’attività mineraria; la sua stazione ferroviaria rappresentò per l’industria estrattiva un importante via di comunicazione e per questo motivo vi sorse negli Anni Trenta la Fonderia