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La struttura organizzativa

Il Parco Storico Culturale Giuseppe Dessì nasce come iniziativa di adesione al movimento culturale nazionale che negli anni ‘90 sosteneva l’idea dell’istituzione dei parchi letterari, rivalutando le opere dei più importanti autori della letteratura italiana, contestualizzando le narrazioni attraverso l’individuazione di itinerari e luoghi evocativi citati dagli scrittori.

La facciata del Municipio di VillacidroIn questi anni l’opera del comune di Villacidro a favore del Premio Letterario Nazionale dedicato allo scrittore ha creato una favorevole condizione di diffuso riconoscimento dei valori identitari che le opere dell’autore erano in grado di trasmettere, esercitando sulla comunità locale un forte senso di coesione e di condivisione nel riunire le diverse iniziative in un “contenitore culturale” di grande visibilità e di interesse nel mercato turistico-culturale.

L’atto di costituzione del raggruppamento delle sei Amministrazioni, (Villacidro, Guspini, Arbus, San Gavino, Buggerru e Fluminimaggiore),   è avvenuto alla fine del 2001 in occasione della partecipazione al bando della Regione Sardegna per la richiesta di finanziamento del primo progetto di Parco Culturale.

Il progetto integrato ha quindi avuto, fin dall’inizio, una forte valenza aggregativa per le diverse iniziative di valorizzazione culturale avviate attorno al tema dell’archeologia industriale e della storia economica e sociale campidanese di cui lo scrittore Giuseppe Dessì racconta in molte pagine dei suoi romanzi e racconti.

L’idea del Parco è sostenuta dalle Amministrazioni in maniera integrata al fine di aggregarli intorno ad un prodotto culturale più forte e rappresentativo, passando da una dimensione puntuale della rappresentazione storica e culturale ad una più complessa e differenziata in grado di assegnare al territorio una visibilità e una immagine commisurate a quelle di un grande attrattore culturale.

Questa prospettiva coincide con la strategia di sviluppo regionale che, con l’attuale strumento di programmazione, ha voluto concentrare una buona parte delle risorse disponibili per aggregare l’offerta culturale intorno a pochi temi fondamentali, di forte rilancio del patrimonio culturale sardo.

Il progetto integrato, che ha animato la creazione del Parco Culturale di matrice “letteraria” risponde perfettamente all’esigenza di ricomporre i complessi elementi che formano un prodotto culturale e di tradurli in un sistema di offerta in grado di attivare il difficile processo di valorizzazione che sta alla base delle motivazioni di investimento e di aggregazione delle iniziative delle sei Amministrazioni che hanno sottoscritto l’accordo di programma.

Le Amministrazioni dei comuni comprese nel progetto del Parco Dessì hanno firmato, nel 2005, un protocollo d’intesa, è sottoscritto un impegno formale per la creazione dell’organismo di gestione del Parco e per il completamento degli interventi di recupero e allestimento dei percorsi culturali.

L’Associazione dei comuni che si è costituita persegue gli obiettivi di creazione e attuazione del Parco come già definiti nell’accordo di programma del 2001. Tali obiettivi coincidono con l’esigenza di sfruttare al meglio le sinergie esistenti per la promozione del prodotto culturale.

L’Associazione potrà dar luogo, in futuro, ad una Società Consortile mista, lasciando sempre maggior spazio alla partecipazione di soggetti privati appartenenti al circuito (operatori di settore, fondazioni, etc.) e disponibili ad investire per la creazione del nuovo sistema di offerta. L’Organismo di Gestione del Parco svolge un ruolo di tipo “sovracomunale”, occupandosi del coordinamento fra i vari enti di gestione del Parco, della gestione dei servizi comuni, della formazione, delle attività traversali (promozione, cartellonistica e segnaletica), della definizione degli standard di qualità connessi con la promozione del marchio, dell’immagine e della commercializzazione.

Alle singole Amministrazioni è invece lasciata la facoltà di dare in concessione il proprio patrimonio archeologico e culturale, scegliendo in maniera autonoma la migliore formula di gestione anche attraverso accordi intercomunali o a livello provinciale per la gestione comune dei siti.