Torna alla homepage | Vai alla sezione IL PARCO | Vai alla sezione I LUOGHI | Vai alla sezione LA SCUOLA NEL PARCO | Vai alla sezione COMMUNITY

Salta la barra di navigazione e vai ai contenuti

Numeri utili

  • Comuni di:
    Villacidro
    Arbus
    Buggerru
    Fluminimaggiore
    Guspini
    San Gavino Monreale


    tel. 347 9170196
    info@parcodessi.it
  • Logo della Regione Sardegna
    POR Sardegna 2000-2006
  • Logo della Comunità Europea
    Progetto cofinanziato dalla U.E. - Fondo FESR

Modulo III - Lo stile

L'autobiografismo

Numerosi scrittori attingono alle loro esperienze personali e ai ricordi di famiglia come fonte di ispirazione, da Foscolo a Gadda, da Pirandello a Deledda: Giuseppe Dessì appartiene senz’altro a questa nutrita schiera di letterati. La maggior parte delle opere del narratore villacidrese, infatti, prende spunto dalla sua stessa autobiografia e l’opera lasciata incompiuta, La scelta, si propone precisamente in questa chiave. Consultando l’epistolario di Giuseppe Dessì, ad esempio, si scopre che il personaggio di Giacomo Scarbo rappresenta l’autore come avrebbe voluto essere e non sarebbe mai stato: un rapporto simile a quello fra Ugo Foscolo e il suo alter ego, Jacopo Ortis, costruito sul dover essere, piuttosto che sull’essere. E infatti come Jacopo, Giacomo (il nome è addirittura lo stesso) muore ancora giovane, ancora incontaminato, combattendo eroicamente per la libertà conculcata: una morte forse catartica di un personaggio perennemente in crisi, l’assassinio premeditato della parte malata di sé. Quando, infatti, più di una volta si accenna alla follia di Giacomo e a quelle aspettative che avrebbe creato intorno a lui senza riuscire a mantenerle, lo scrittore allude a sé, al periodo in cui si era fatto influenzare pesantemente da letture precoci e non guidate; riflessioni filosofiche che lo avrebbero fatto scivolare nel nichilismo se il padre non lo avesse riportato, con altri volumi più consoni alla sua età e alla sua crescita emotiva, al gusto della vita. È lo stesso Dessì a rivelarlo in diverse occasioni, fra cui piace ricordare il breve scritto del 1975, “Il mio incontro con l’Orlando Furioso”.

Molti altri dei personaggi di finzione sono ispirati a persone autentiche: i colleghi di studio, i suoi maestri, la sua famiglia. Nell’opera di esordio, San Silvano, dietro a Pino Alicandia si cela la personalità dell’autore medesimo, anche se “sdoppiato” in Giacomo Scarbo; mentre Giulio, il fratello intellettuale, razionale, non è altri che Claudio Varese, il maître-camarade, l’amico fraterno e sodale dello scrittore. La figura di Giacomo, peraltro, è ricalcata almeno in parte su Claudio Baglietto, un altro degli amici del periodo pisano, il quale, recatosi in Germania per approfondire gli studi filosofici, aveva deciso di non tornare più in Italia allo scopo di evitare il servizio militare: da allora in poi obiezione di coscienza, pacifismo e antifascismo saranno la cifra della sua breve esistenza. È stata una figura di spicco per la formazione di Dessì, insieme al filosofo Aldo Capitini, al linguista Carlo Cordiè, al critico d'arte Carlo Ludovico Ragghianti, allo storico Delio Cantimori, suo professore del liceo e artefice della “conversione culturale” dello scrittore.

L’opera di Dessì è decisamente autoreferenziale: la famiglia Scarbo ad esempio, compare in San Silvano e ne I passeri, oltre che naturalmente in Introduzione alla vita di Giacomo Scarbo. Tratti caratteristici degli Scarbo si rinvengono anche sotto le spoglie dei Fulgheri nel celeberrimo Paese d’ombre oltre che nel romanzo inconcluso La scelta: Massimo Scarbo è militare di carriera così come lo è Francesco Fulgheri (e il padre dello stesso Dessì); altri elementi in comune sono il dolore del piccolo Giacomo per la morte precoce della madre, persa appunto da Dessì in giovane età. I riferimenti agli Uras e ai Fulgheri in Paese d’ombre rimandano tuttavia più esplicitamente alla famiglia reale di Giuseppe Dessì. Paese d’ombre nella fattispecie è una sorta di omaggio alla genealogia familiare, un tributo alla figura del nonno, Giuseppe Pinna Curreli, sindaco di Villacidro, tradizionalista non ottuso e modernizzatore oculato del piccolo centro campidanese, ai piedi del monte Linas. Numerose novelle, infine, riportano alle memorie familiari dell’autore, oppure ad esperienza vissute direttamente da lui e che hanno avuto una specifica influenza sulla sua vita e la sua formazione di uomo e di artista.